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martedì 2 febbraio 2010

Terre a nord-ovest

Avviso ai lettori
Questo diario è molto lungo, la tentazione di buttare il computer dalla finestra sarà molto elevata, l'istinto omicida verso il sottoscritto pure. Armatevi di pazienza, pop-corn (perchè qui sarà meglio che al cinema) e...nient'altro. Magari un po di tempo...spegente il cellulare, mandate vostra moglie/ragazza/amante/compagno/compagna fuori di casa e godetevi lo spettaccolo (dopo questa mi arriveranno diversi insulti)


Premessa
Il viaggio in Bretagna ha avuto un significato particolare per me. Era dal lontano 2005 che non facevo un viaggio così lungo in macchina e anche il solo semplice spostarsi ha riportato alla mia memoria sapori antichi. Chi mi conosce sa che non sono mai stato fermo nello stesso luogo e fin da quando sono nato ho compiuto viaggi molto lunghi verso la Polonia senza disdegnare l’Europa in se. La Polonia è la terra di mia madre, dei miei nonni, una terra che ha saputo darmi tanto ma che in determinati occasioni ha saputo togliermi attimi che non si ripeteranno più nel corso della mia vita. Conservo ancora il ricordo di quasi tutti i viaggi, dei km macinati, delle sensazioni dovute allo stare sveglio tutta la notte solo per fare compagnia a mio padre o mia madre, a seconda di chi guidava. Ricordo ancora le nottate passate fra la Germania Ovest e la Germania Est per il controllo dei documenti oppure di quegli inverni in cui sfidavamo la neve per poter festeggiare il Natale coi nostri cari, viaggi di 30 e passa ore. Man mano che scorreva il tempo e io crescevo, cambiava anche la posizione politica dell’Europa Centrale e quelle frontiere, divisioni di una volta improvvisamente sparivano riducendo incredibilmente la durata del viaggio. Già nel 2005, l’ultima volta che andai a trovare i miei nonni la durata complessiva del tragitto si aggirava intorno alle 16 ore, pause comprese, ma la sensazione, le emozioni del viaggio, erano sempre tali e quali alla prima volta di cui ho memoria.
Per questo quando con Stefano abbiamo deciso di partire in macchina ero felice perché avrei potuto riassaporare la sensazione che ti da l’asfalto, le emozioni che ti danno la strada lungo tutto il tragitto, la compagnia di un amico con cui ho condiviso quest’avventura.

Tutto questo prima ancora di essere in terra bretone.

La Bretagna o Breizh 
Per me era la seconda volta che mi recavo in Bretagna. La prima volta che ci sono stato risale al 2007 in compagnia di una mia amica, Rita, che saluto. L’unico problema di allora fu che per spostarci usammo mezzi pubblici e questo tolse pahtos alla vacanza perché gli autobus avevano degli orari molto ristretti e sovente bisogna rientrare prima ancora del tramonto. Nonostante questo la Bretagna mi aveva colpito particolarmente per i colori (era agosto), per il paesaggio, per quella sensazione di tornare indietro nel tempo, per il coraggio di quegli uomini che ogni giorno sfidavano, sfidano l’Atlantico per andare a pesca di sardine. Ma soprattutto perché questa terra rifiuta, ripudia l’avanzata culturale del resto del paese in favore di una propria precisa identità.
Ma effettivamente cos’è la Bretagna, cosa rappresenta per me?Provate a pensare al vostro primo amore, a quella persona che per la prima volta vi ha fatto battere il cuore. Nonostante possono passare anni, a volte anche decadi, la prima volta che reincontrerete quel lui o quella lei il cuore vi batterà forte come allora, in un modo che si sperimenta una sola volta nella vita. Per me la Bretagna è questo, una terra che mi sa donare emozioni anche per il solo semplice fatto di esserci a prescindere da quello che ci devo fare. Non pensavo che mi avrebbe saputo emozionare ancora in questo modo, ancora una volta così intensamente, così a fondo tanto che il solo guardarsi intorno, il solo respirare quell’aria riuscivano a trasmettere un’emozione unica. Le stesse emozioni che ho provato quando per la prima volta l’ho visitata.